Contesto
Nell’era della conoscenza distribuita le imprese non possono più pensare di affidarsi solo alle proprie risorse interne per rendere competitivo il proprio business, ma devono prestare sempre maggiore attenzione nei confronti dei numerosi attori esterni in possesso di conoscenza. Oggi innovare significa non tanto sviluppare internamente le migliori soluzioni, quanto piuttosto fare proprie le conoscenze e tecnologie innovative esterne mutuate da un grande numero di attori. Tutto ciò è riassumibile in una parola: connettività . L’avanzamento della conoscenza oggi è infatti dovuto ad una pluralità di attori: team interni di aziende; centri di ricerca esterni, come università e istituti specializzati; altri soggetti esterni come fornitori, consulenti, laboratori di prove e misure, enti di certificazione, aziende di settori diversi, consorzi, clienti, comunità di pratica, comunità di interesse. Il ruolo delle attività di Ricerca e Sviluppo diviene quindi quello di scoprire, analizzare, connettere e ricombinare le conoscenze presenti esternamente all’azienda con le proprie.
Una strategia quindi, che vuole favorire la codifica delle conoscenze e incentivare lo sviluppo delle relazioni con soggetti portatori di conoscenze e competenze e che deve riconoscere il territorio quale punto focale per la creazione della catena virtuosa dell’innovazione:
- la creazione di conoscenza (apprendimento)
- la predisposizione di condizioni favorevoli allo sviluppo (strategia)
- l’intuizione di nuove idee (creatività )
- la trasformazione delle idee in azioni (innovazione)
Questa catena richiede il contributo sinergico e coerente di tutti i soggetti economico/istituzionali in esso presenti.
Il territorio deve quindi diventare comunità di apprendimento, che facilita e stimola lo sviluppo:
- del capitale individuale di conoscenza, ossia quello relativo al singolo individuo che può essere sviluppato attraverso la formazione e la ricerca individuale;Â
- del capitale organizzativo di conoscenza, ossia quello che deriva dall’amplificazione delle conoscenze degli individui attraverso una comunità di interazione;Â
- del capitale strutturale delle conoscenze, ossia quello non legato alle persone, ma ai luoghi della sua conservazione (data base, marchi, liste clienti – fornitori, brevetti, soluzioni tecnologiche).